A prima vista potrebbero sembrare quasi identici: macchinari con molle, carrelli scorrevoli e cinghie, ritmi fluidi e una grande attenzione al controllo del corpo. Eppure, chiunque sia salito su un Reformer Pilates e su un Megaformer sa bene che le sensazioni e le risposte muscolari sono completamente diverse.

Negli ultimi anni il metodo Lagree Fitness ha conquistato le principali capitali del benessere internazionale e boutique studio d'élite, diventando una delle discipline più amate da chi cerca un allenamento ad altissima intensità ma ad azzerato impatto articolare. A Milano si pratica da LAM (Lagree Milano) ma sono certa che conquisterà a breve tutta la città, e non solo!

Ma come orientarsi tra queste due discipline? E soprattutto, quando è meglio scegliere l'una o l'altra?

Le origini e la filosofia a confronto

Il Pilates Reformer nasce dal metodo originale sviluppato da Joseph Pilates nei primi del Novecento. La sua filosofia si fonda sul contrology: la connessione mente-corpo, la respirazione diaframmatica, la postura, la precisione del movimento e il rinforzo profondo del core.

Il Lagree Fitness è stato ideato da Sebastien Lagree nei primi anni 2000 negli Stati Uniti, unisce i principi del Pilates con elementi di allenamento funzionale, forza e resistenza cardiovascolare. Il focus è spingere i muscoli fino al punto di affaticamento e "tremore" muscolare, mantenendo sempre la massima sicurezza articolare.

Le differenze chiave: ritmo, intensità e macchinario

Il macchinario, Reformer vs Megaformer.

Il Reformer tradizionale lavora con molle di varia resistenza pensate per guidare, sostenere o sfidare il movimento con fluidità.

Il Megaformer è una struttura più complessa, ampiamente personalizzabile e dotata di pulegge, maniglie e piattaforme aggiuntive pensate per consentire transizioni rapidissime tra un esercizio e l'altro.

Il ritmo e il tempo sotto tensione (TUT).

Nel Pilates, il movimento è cadenzato e concentrato sulla precisione anatomica, sulla respirazione e sull'allineamento.

Nel Lagree, i movimenti sono volutamente ultra-lenti (spesso 4 secondi in entrata e 4 in uscita) per eliminare l'inerzia e mantenere il muscolo costantemente ingaggiato sotto tensione.

L'impatto cardiovascolare e metabolico.

Il Pilates si concentra maggiormente su postura, allungamento muscolare, flessibilità e controllo del centro.

Il Lagree aggiunge un importante fattore di condizionamento metabolico: grazie all'assenza di pause tra un esercizio e l'altro, il battito cardiaco rimane elevato, stimolando il consumo calorico e la resistenza muscolare.

Quando scegliere il Reformer Pilates?

Il Pilates Reformer è la scelta ideale se:

  • Vuoi migliorare postura, mobilità articolare e flessibilità.
  • Cerchi un lavoro di tonificazione profonda, ritmico e rigenerante.
  • Stai recuperando da un infortunio o hai esigenze specifiche legate alla colonna vertebrale.
  • Cerchi una disciplina che unisca controllo mentale, respirazione e concentrazione in un'atmosfera armoniosa.

Quando scegliere il Lagree Fitness?

Il Lagree Fitness fa per te se:

  • Cerchi un allenamento ad alta intensità (HIIT) che non danneggi o solleciti le articolazioni (low-impact, high-intensity).
  • Vuoi definire la massa muscolare magra e mettere alla prova la tua resistenza fisica e mentale.
  • Ami le sfide atletiche e la sensazione del "burn" e del tremore muscolare.
  • Hai poco tempo a disposizione e cerchi una sessione da 45-50 minuti estremamente allenante e senza pause.


Il verdetto di MyFitTravel

Non esiste una disciplina "migliore" in assoluto: sono due metodologie complementari che possono arricchire meravigliosamente la tua routine di allenamento o il tuo stile di vita attivo anche in viaggio.

Il Reformer rappresenta la fondazione della consapevolezza corporea e della postura, il Lagree ne raccoglie l'eredità dinamica per spingerla verso nuove frontiere di intensità e forza.

Personalmente ritengo che il Lagree sia più adatto a chi possiede già una buona abitudine all'allenamento: l'impatto è molto intenso e richiede una sollecitazione muscolare profonda. Per questo motivo, in presenza di problematiche articolari importanti o esiti di infortuni recenti, è bene valutare con attenzione l'approccio a questa disciplina.  

Il Pilates classico rimane invece l'opzione d'elezione per chi deve risolvere disallineamenti posturali, migliorare la mobilità articolare e imparare una corretta gestione della respirazione, tonificando la muscolatura senza creare sovraccarichi. Non esiste quindi una scelta migliore in assoluto, ma il percorso più adatto al proprio punto di partenza e ai propri obiettivi.